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ESSERE UMANE: le grandi fotografe raccontano il mondo 

Le oltre 250 fotografie esposte (divise in tre sezioni temporali) compongono un viaggio per immagini nell’evoluzione del linguaggio fotografico mondiale, con una specifica attenzione allo “sguardo femminile”, a partire dagli anni Trenta del Novecento quando la fotografia diventa il principale linguaggio della comunicazione contemporanea. In mostra, dunque, sarà possibile seguire questa evoluzione attraverso i grandi reportage di guerra e i cambiamenti dei costumi sociali, la ricostruzione post-bellica e le questioni di genere, l’affermarsi della società dei consumi e l’osservazione del ruolo della donna nei paesi extra-occidentali.

La prima sezione spazia dagli anni Trenta agli anni Cinquanta e affronta temi cruciali come la grande crisi economica statunitense degli anni Trenta e la tragedia della seconda guerra mondiale (e la successiva ricostruzione), eventi testimoniati dagli sguardi delle americane Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller, Lisette Model e Ruth Orkin, e delle europee Tina Modotti, Giséle Freund e Inge Morath.

Dagli anni Sessanta agli anni Ottanta il focus si concentra sui grandi rivolgimenti sociali e di costume che hanno caratterizzato il periodo. Tra le presenze che raccontano quegli anni – la guerra del Vietnam, l’affermazione della società dei consumi, la mafia e le questioni di genere – troviamo Susan Meiselas, Eve Arnold, Annie Leibovitz, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Dayanita Singh, Graciela Iturbide, Paola Mattioli, Claudia Andujar.

La terza sezione contempla gli ultimi anni del Ventesimo secolo e i primi del Ventunesimo e si concentra sull’emersione di tutte quelle culture extra-occidentali che acquistano nel periodo una centralità prima sconosciuta. Qui le protagoniste sono fotografe africane come Zanele Muholi, asiatiche come Cao Fei, iraniane come Shadi Gadhirian o Natasha Tavakolian, europee come Silvia Camporesi, Jitka Hanzlova, Nanna Heitmann, Cristina De Middel.

“Essere umane” è curata da Walter Guadagnini e inserita nel ciclo Mostre del Buon Vivere; verrà inaugurata ai Musei di San Domenico di Forlì il prossimo 28 novembre come evento di apertura del Festival del Buon Vivere 2020. Ideata e realizzata in collaborazione con Monica Fantini e Fabio Lazzari, la mostra è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì ed è organizzata dalla società strumentale della Fondazione ‘Civitas srl’.

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