Tratto dal capolavoro di Antonin Artaud ambientato nella Roma papale di fine Cinquecento, I Cenci è un grande racconto in bilico tra il melologo e l’opera, in cui le voci degli attori si uniscono ai suoni dell’ensemble strumentale e dell’elettronica immergendo lo spettatore in un vero e proprio “teatro di musica”. Battistelli firma musica e libretto rinunciando a ogni vocalità operistica per riavvicinarsi alla concezione di Artaud del “teatro e il suo doppio”, del “teatro della crudeltà”. Tutte le emissioni vocali, dal sussurro alla declamazione, dal parlato al grido, dai suoni-rumori gutturali alle risa e ai pianti, partecipano a questo teatro di musica. Le parti strumentali sono molto flessibili, veri e propri oscillogrammi delle emozioni, e le scene sinfoniche creano, per mezzo dell’orchestra e della voce parlata, atmosfere inquietanti che fanno risuonare le corde oscure della psiche.

teatro di musica da Antonin Artaud – musica e libretto di Giorgio Battistelli – regia di Carmelo Rifici – con Roberto Latini, Anahì Traversi, Elena Rivoltini, Michele Rezzonico – con la performer Marta Ciappina – con la partecipazione, in video, di Fabrizio Rocchi – e con Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera Italiana diretto da Francesco Bossaglia: Eva Martínez Saavedra, flauti – Joel Alves Cardoso e Marta Sánchez González, clarinetti – Jonas Morkunas, clarinetto basso – Matteo Villa, tromba – Francesco Parini, trombone – Federico Moscarola, tuba – Paolo Fratello e Tommaso Tola percussioni – Federico Melis, sintetizzatore – Lisa Bulfon e Chiara Ludovisi, viole – Giacomo Cardelli e Ulisse Roccasalva, violoncelli – Klaudia Baca e Michele Santi, contrabbassi – regìa del suono di Fabrizio Rosso – live-electronics e diffusione di Alberto Barberis e Nadir Vassena – pianista accompagnatore Lorenzo Grossi – costumi di Vogue Lugano – luci di Pierfranco Sofia – regia video di Francesco Puppini – visual effects di Emiliano Neroni – coproduzione LAC Lugano Arte e Cultura, Stagione 900presente del Conservatorio della Svizzera italiana,  RSI Rete Due, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia / Festival Aperto – in collaborazione con Biennale Musica di Venezia

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