Melanconia con stupore

Immaginare e raccontare, in poche righe fulminanti, le vite tragiche di donne ricoverate alla fine dell’Ottocento nel manicomio di Imola, a partire dalle loro schede identificative ritrovate in archivio: è questa l’operazione che ha portato Karen Venturini a scrivere “Melanconia con stupore”, il libro che raccoglie queste storie, edito da Raffaelli nel 2017. Martedì 16 ottobre 2018 l’autrice, docente di design all’Università di San Marino, presenterà il volume al pubblico della Biblioteca comunale di Imola, dialogando con Ivonne Donegani, già direttrice del Dipartimento di salute mentale dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Bologna.

 

Rachele era nata in un casolare
nelle campagne di Cesena.
Un sabato mattina, nei suoi dodici anni,
mentre andava a comperare la farina al mercato,
fu spinta alle spalle,
buttata a terra e montata da un corpo pesante.
Sentì solo la puzza dell’alito,
un misto di vino e formaggio ammuffito,
il rumore dell’aria buttata fuori
come di un cane quando afferra la gallina,
e il dolore tra le gambe,
prima fuori e poi dentro.
Da quella mattina, con l’erba e la terra tra i denti
e con la gonna alle caviglie,
Rachele decise che sarebbe diventata una malinconica semplice.

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