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Yael Bartana. Cast off

Con le sue creazioni dal forte valore intrinseco, Yael Bartana (Kfar Yehezkel, 1970), che attualmente vive e lavora dividendosi tra Amsterdam, Tel Aviv e Berlino, pone sotto una diversa luce concetti quali ‘identità’, ‘memoria collettiva’, ‘ritualità’, ‘appartenenza’, ‘nazione’, e offre la possibilità di considerarli ex-novo, di provare a rivalutarli in una prospettiva e in una dimensione strettamente connesse all’essere e all’agire umani. Il percorso espositivo consta di sei installazioni video e fotografiche, che affrontano diverse declinazioni dei temi affrontati e la strumentalizzazione di questi nella scena politica. Ad aprire la mostra il video “The Recorder Player from Sheikh Jarrah”, girato in occasione di una protesta pacifica, in cui una manifestante suona il flauto dinanzi ai militari israeliani, schierati di fronte a un gruppo che contesta l’espulsione dei residenti musulmani dai dintorni di Gerusalemme a opera dei coloni ebrei. L’ultima stanza ospita una serie fotografica, di cui Bartana ha ricreato varie scene, intitolata “The Missing Negatives of the Sonnenfeld Collection (After Herbert and Leni Sonnenfeld)” con immagini tratte dall’immenso archivio di due fotogiornalisti che hanno documentato Palestina/Terra di Israele fra il 1933 e il ‘48.

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